Il Carnevale in Maremma tra tradizione e modernità

Re Carnevale

Re Carnevale
Foto da: tavernaelfica.forum-express.net

Carnevale vecchio e pazzo s’è venduto il materasso per comprare pane, vino, tarallucci e cotechino. E mangiando a crepapelle la montagna di frittelle gli è cresciuto un gran pancione che somiglia ad un pallone. Beve, beve all’improvviso gli diventa rosso il viso poi gli scoppia anche la pancia mentre ancora mangia, mangia. Così muore il Carnevale e gli fanno il funerale: dalla polvere era nato e di polvere è tornato.

In questi versi di Gabriele D’Annunzio Re Carnevale muore per essersi troppo riempito la pancia, fino a scoppiare, naturalmente dopo aver preso parte alle manifestazioni di baldoria, alle mascherate e ai canti… Questo ci riporta alle origini pagane del Carnevale e al suo legame con i Saturnalia, i riti propiziatori che in epoca romana erano celebrati nel periodo del solstizio d’inverno come auspicio di fertilità e di abbondanza e durante i quali il Re del Saturnale veniva alla fine  processato ed immolato. In fondo il significato del carnevale è proprio questo: un periodo di eccessi e bagordi alimentari, oltreché di spensieratezza e di scherzi, che anticipa e compensa la Quaresima, che si contraddistingue invece per il rigore,  la privazione e la sobrietà dei costumi.

E'morto il carnevale

E’ morto il carnevale. Foto di tradizionichelliana.it

La morte o uccisione del Re Carnevale è un aspetto che un tempo ricorreva in molte zone della Maremma, soprattutto nei paesi amiatini e nella campagne.  Qui il carnevale ha sempre risentito della povertà, dell’isolamento dei nuclei familiari e della scarsità della popolazione. Ci si mascherava come meglio si poteva, con stracci e abiti malmessi, con il volto sporco di fuliggine, spesso indossando lunghe collane fatte di fichi secchi e noci oppure “teste” di aglio o di cipolla e si andava in giro per il paese a raccontare o  cantare ad alta voce i fatti realmente accaduti ai membri della comunità. E così si improvvisavano satire che diventavano anche lo specchio della comunità e che avevano sempre come malcapitati protagonisti l’infedele, il padre che ostacolava il matrimonio della figlia, l’ubriacone, il politico, il ladruncolo, il parroco. Si condannavano al tempo stesso l’avarizia, la superbia e l’invidia. Spesso si ballava e si organizzavano giochi e scherzi. Nelle case e nei poderi le donne preparavano gli struffoli, i migliacci, i crogetti, i cannoli, le castagnole, le frappe e i fiocchi , conditi con miele, zucchero o crema. Alla fine del periodo carnevalesco era usanza far morire re Carnevale, rappresentato da un fantoccio che spesso veniva prima processato e condannato, poi condotto in una macabra sfilata funebre per le vie del paese e infine bruciato in piazza : quando il carnevale moriva, si bruciava in piazza dopo avergli fatto un funerale («è morto il poro ‘Beco’, chi lo sotterrerà? La compagnia dei gobbi farà la carità?»).

Carnevaletto da tre soldi 1975 -  Foto di Nello Alberti

Carnevaletto da tre soldi 1975 – Foto di Nello Alberti

Quasi in tutti i paesi, poi, era usanza cantare e recitare «bruscelli». Il bruscello era una forma teatrale e canora che utilizzava l’ottava rima e apparteneva alle usanze propiziatorie tipiche del mondo contadino: il ramo d’albero ( l’arbuscello) fissato nello spazio teatrale rappresentava il simbolo e il centro della festa, il fulcro attorno al quale si muovevano gli attori-cantori. E’ sopravvissuta fino ai nostri giorni un’altra usanza assai diffusa, interpretata dalla popolazione giovanile di alcuni paesi, fare il “cuccuciccia”: per giovedì grasso i ragazzi, armati di uno spiedo, andavano di casa in casa gridando “ciccio, ciccio!’, raccogliendo in dono pezzi di carne di maiale e di salsiccia che infilzavano nello spiedo. La tradizione era diffusa in molti paesi della montagna; oggi sopravvive solo nel senese e i ragazzi non raccolgono più carne, ma denaro e dolciumi.

Bruscello

Bruscello

Scendendo verso il sud della provincia il carnevale mostrava usi e costumi diversi.  A Porto Santo Stefano le maschere una volta erano “sciornie“, nome che in dialetto significa “trasandato, disordinato”; figure grottesche e misteriose, con i volti celati da calzamaglie, vesti stracciate e ricucite, lenzuola fatte a brandelli e voci camuffate. Lo spirito che le animava era proprio la volontà di nascondere la propria identità, anche sessuale, confondere lo spettatore e le altre maschere. Niente di più facile confezionare questi costumi: bastava rovistare nell’armadio e nei cassetti di casa in cerca di roba vecchia da mettersi addosso, nelle combinazioni più strane e improbabili, comunque sempre originali. La “sciornia” ballava e combinava ogni sorta di scherzo, ma più spesso scivolava via silenziosa, avvolta in quel suo alone di mistero. Oggi questo tipo di maschera è scomparso; i rioni paesani organizzano un carnevale più allegro, fatto di feste e sfilate, soprattutto per i bambini.

carnevaletto 2014

carnevaletto 2014

Per ritrovare le origini del “Carnevaletto da tre soldi” di Orbetello dobbiamo fare un salto nel passato di più di cinquant’anni. Infatti, questa famosa e importante manifestazione orbetellana prese il via nei primi anni cinquanta del secolo scorso, grazie alla passione e alla volontà di un gruppo di concittadini, fra cui Cafiero Braccianti, Nigido, Angione e il maestro Anteo Ercole, che al Carnevaletto dedicò la canzone “E’ Carnevale”. Per alcuni anni il “Carnevaletto da tre soldi” ha cessato la sua attività finché, alcuni anni or sono, un gruppo di orbetellani volenterosi si è adoperato per riportare in vita la manifestazione. Anche quest’anno la cittadina lagunare vedrà i bellissimi carri allegorici e i gruppi in maschera sfilare lungo Corso Italia, gettando caramelle e coriandoli sulle folle di bambini e famiglie. Artisti di strada e musici itineranti allieteranno la festa e il carro più bello ed originale sarà premiato durante lo spettacolo di chiusura del carnevale. Le sfilate dei carri allegorici si terranno: il 16 e 23 febbraio, il 2 e il 9 marzo alle ore 15:00, mentre martedì grasso, 4 marzo,  è previsto un corso mascherato in notturna alle ore 20:30. Il 27 febbraio, giovedì grasso, alle ore 15.00 una festa in maschera sarà dedicato esclusivamente ai bambini.

Carnevale follonichese 2014

Carnevale follonichese 2014

Il Carnevale Follonichese ha le sue lontane origini nel 1949, quando Aldo Muratori ed Ivano Biagetti idearono il “Carnevale Maremmano” che esplose letteralmente nel decennio dal 1950 al 1960, soprattutto grazie alla comicità e alle capacità organizzative di Luigi Saragosa, noto come “Gigi del Golfo“, che è divenuto il personaggio principale della manifestazione. Dopo gli anni bui della guerra la cittadina operaia e artigiana aveva voglia di risollevarsi ed esprimere tutto il suo potenziale, la sua creatività: i capannoni dove si costruivano i carri allegorici divennero i principali luoghi di aggregazione della comunità. Tutti i follonichesi lavoravano alla creazione dei carri e da ottobre a marzo, dopo il lavoro, si viveva nei capannoni, senza preoccuparsi del freddo e della fatica. Dopo un periodo di declino il Carnevale rifiorisce intorno al 1979, trasformandosi in “Carnevale Follonichese” ed adeguandosi allo straordinario sviluppo urbanistico e turistico di Follonica, pur conservando l'”arte carnevalesca” degli anni 50. I  rioni cittadini (Senzuno, Cassarello, Zona Nuova, Capannino, Chiesa, Centro, Pratoranieri e 167) si sfidano ancora oggi  nelle tre sfilate domenicali che vedono la partecipazione, oltre ai carri grandi rionali, di piccoli carri allegorici, bande musicali, maschere singole e gruppi mascherati. Il sabato precedente la prima sfilata arrivano Re Carnevale e le Reginette dei Rioni, tra le quali ogni anno si elegge Miss Carnevale. Al termine di un intenso programma di festeggiamenti, veglioni mascherati per grandi e bambini ed altre iniziative parallele che si chiudono la terza domenica di sfilata, il Carnevale Follonichese termina con il simbolico rogo di Re Carnevale, che naturalmente è un enorme mascherone in cartapesta, sulla spiaggia antistante Piazza XXV Aprile (Piazza Istria) nella quale confluiscono migliaia di persone e la parata di tutti i carri rionali al completo. Per quest’anno le sfilate si terranno nei giorni: 16, 23 febbraio e 2 marzo 2014.

Carnevale follonichese

Carnevale Follonichese – Foto di Francesca Giorgi

A Montorgiali (Scansano) un Carnevale particolarmente originale rivive in chiave medievale: il 23 febbraio, dalla mattina fino all’imbrunire, il borgo si tingerà di colori, profumi e sapori d’altri tempi. Grandi e piccini, vestiti con costumi medievali o (a scelta) più moderni, sfilano per le vie del paese tra giocolieri, mangiafuoco, musici itineranti e bancarelle che propongono prodotti di artigianato locale. Le locande accolgono i visitatori con le eccellenze gastronomiche paesane, tra cui il celebre biscotto salato .

Carnevale Montorgiali via prolocomontorgiali.it

Carnevale Montorgiali via prolocomontorgiali.it

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