Caldana…un piccolo borgo tutto da scoprire

DSCN0318 Il nostro viaggio nelle Colline Metallifere in autunno continua e oggi vi portiamo in un piccolo borgo situato nel comune di Gavorrano, Caldana.

 La sua storia ha origini molto lontane, Plinio racconta di antiche sorgenti di acqua calda ai piedi della collina di Caldana, denominate Acque calidae ad Vetuloniam e si pensa che proprio da queste sorgenti venne genarato il nome attuale di Caldana dall’abbreviazione di acque calidae o calidane.

Ormai di queste sorgenti non ne abbiamo più traccia perché come è facile capire, durante gli anni delle miniere, con i numerosi scavi sotterranei, le stesse hanno preso altre vie sotterranee e sono del tutto scomparse.

 Nel periodo medievale, Caldana e il suo castello fortificato, passo prima sotto il dominio della Famiglia Pannocchieschi (1210) ed in seguito, nel XVI secolo Siena concesse il castello al Bellati che successivamente lo vendette a Marcello Austini.

 La bellezza attuale si deve proprio a quest’ultimo che ricostruì il Castello e fece edificare una delle opere più belle del paese, la chiesa di San Biagio, considerata da molti storici il primo esempio di chiesa rinascimentale nella nostra Maremma grossetana.

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La Chiesa di San Biagio

 Secondo la tradizione, Caldana è suddivisa in quattro rioni, Caldana Vecchia, il Borgo, il Convento e i Castagni e visitando il borgo si possiamo ancora vedere i bastioni dell’antico castello e nei piccoli vicoli sono visibili gran parte deli elementi architettonici originari.

 Il paese di Caldana è anche famoso per le splendide cantine sotterranee (Cantinoni) con soffitti a volta e collegate tra loro da passaggi sotterranei che si snodano in tutto il sottosuolo del paese.

Durante le principali ricorrenze paesane, le cantine diventano la location dei mercatini artigianali ed enogastronomici creando una atmosfera unica e magica.

IMG_6166 Tra gli eventi più importanti del paese abbiamo la Festa di Mezz’agosto,  la Festa d’autunno in Ottobre e nel mese di dicembre, tra pochi giorni, i Mercatini di Natale… Noi ci saremo, e voi?

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I mercatini di Natale

Poco fuori del paese, ancora visibili, ma con molta attenzione, i resti delle cave di marmo rosato portasanta, anticamente di proprietà della famiglia degli Agustini e in seguito alla riforma di Pietro Leopoldo riaperte dai Fallani.

Questo nome deriva dalla somiglianza con il marmo “portasanta”, il celebre marmo utilizzato per ornare le porte sante delle quattro basiliche di San Pietro, San Paolo, San Giovanni e Santa Maria Maggiore a Roma.

La via delle Cave

La via delle Cave

Il nostro viaggio finisce qui, ma non smettete di seguirci per scoprire la prossima meta…Caldana, un piccolo borgo tutto da scoprire ☺

 Approfondimento:

tratto da www.parcocollinemetallifere.it/gistopark.php?id=m25

 “L’attività di cava è sicuramente presente fin dal XVI secolo, anche se non sono da escludersi fasi precedenti, e la famiglia Austini fu molto interessata alla vendita del marmo che rappresentava senz’altro un buon introito economico. Si ha notizia dell’uso del marmo di Caldana per la costruzione della Chiesa di Santa Maria di Provenzano a Siena (1594-1611), per la Prepositura di Livorno (forse il Duomo) e per la Chiesa dei Cavalieri a Pisa.

L’estrazione del marmo di Caldana conobbe molta fortuna anche nel XIX secolo grazie anche all’interessamento di Pietro Leopoldo e Leopoldo II di Lorena. I marmi di

Caldana si possono distinguere i tre tipologie:

  • Portasanta classico dalla colorazione rosso-violacea scura con leggere sfumature rosa, bianche, grigie e verdoline.
  • Portasanta moderno che ha una colorazione del fondo più chiara
  • Portasanta Fallani da nome del proprietario della cava di estrazione, che si differenzia dal moderno per il fondo ancora più chiaro che va dal rosso pallido al rosa con sfumature grigie.”
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