Piccoli, immensi angoli di Amiata: Stribugliano e la Pietra Sorbella

Stribugliano

Stribugliano

 

Un piccolo viaggio sotto casa, in un luogo ancora sconosciuto, un luogo da favola, dove alla macchia ombrosa, si alternano spazi sterminati che consentono di guardare la vallata verso il mare. La Maremma, da lassù, è tutta sotto i nostri occhi, la osserviamo incantati. Nelle giornate in cui la nebbia fa da padrona la disegniamo con la fantasia e ne vediamo appena i contorni, ma quasi si scorge il mare.

 

 

 

Amiata Trekking festival, è stata un’esperienza che ha consentito di visitare luoghi inusuali dell’Amiata, di quelli che, o li conosci, oppure devi seguire una esperta guida. Il 14 ottobre siamo stati a Stribugliano. Il tempo incerto non ci ha fermati. Stibugliano, un tempo “Casale Stabuoloriliano”,  è stato il punto di partenza e di arrivo di un anello impegnativo che ci ha condotto fino alla sommità del Monte Aquilaia con i suoi 1104m.

Veduta di Stribugliano

Veduta di Stribugliano

Il cammino si è snodato tra arbusteti e piccoli boschi che si aprono improvvisamente su praterie con punti panoramici e spettacolari sulle terrazze naturali di Pietra Rossa e Pietra Sorbella.

Pietra Sorbella (Stribugliano

Pietra Sorbella (Stribugliano)

La particolarità di questo luogo è la Pietra sorbella: le rocce della serie Toscana, compresi i diaspri di Pietra sorbella, sono rocce che si erano formate sulla scarpata dell’antico continente Africano e che emersero quando questo si scontrò con quello Europeo intorno a 20 milioni di anni fa. Questo portò alla formazione degli Appennini. In questo processo però le rocce che si erano formate sul fondo dell’oceano, tra i due continenti (serie ligure), si sovrapposero a quelle “toscane”. Così sono poco le aree dell’Appennino in cui le rocce della serie Toscana si trovano ben esposte come al Monte Aquilaia.

Panorama, Stribugliano

Panorama, Stribugliano

Qui la vista spazia dall’Arcipelago Toscano alla Valle dell’Albegna e il massiccio vulcanico dell’Amiata, con cieli dove non è raro ammirare il volo dei falchi.

Questo territorio è casa di molte specie di animali selvatici come caprioli, cinghiali, volpi, lepri nonché di alcune piante endemiche come la viola etrusca e la Armeria denticulata.

Un po’ di storia:

Borgo di Stribugliano

Borgo di Stribugliano

Il toponimo è fatto risalire ad una presunta gens Strabilia, che parteciparono alle guerre tra Mario e Silla. Viene menzionato per la prima volta nell’868, in un documento notarile redatto a Roselle, in cui il conte Winighisi lascia ai figli del deceduto Petrone di Chiusi alcune abitazioni del Casale Stabuoloriliano. Nel 1206, in un altro documento notarile, viene menzionato come Stribulliano, risultando proprietà delle monache del monastero di Sant’Ambrogio di Montecellesi. Fu castello degli Aldobrandeschi, e anche alcuni signori di Montorgiali vi possedevano alcune terre intorno al 1250. Nel 1274, gli Aldobrandeschi lo cedettero alla Contea di Santa Fiora. Nel 1343 venne conquistato dalla Repubblica di Siena. Nel 1783 venne annesso ad Arcidosso.

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