Rocchette di Fazio: vivere nel presente la magia del passato.

Rocchette di Fazio è un borgo medievale che si trova nel comune di Semproniano, fra l’Amiata e la Maremma, a pochi km da Saturnia, spicca nella Valle dell’Albegna. E’ un borgo di poche anime ma ben curato, uno scrigno prezioso che si attraversa in pochi passi che, però, si dilatano nel tempo di percorrenza. 

Un’oasi immersa nel verde dove la storia trasuda dai muri delle vecchie case, dai simboli che si individuano nelle strutture, un tempo, importanti per il paese, alcune ancora perfettamente intatte, mentre altre  lasciano immaginare un passato di antica fortificazione; come la rocca aldobrandesca che domina la vallata e dove lo sguardo si perde nelle morbide colline che risalgono fino al Monte Amiata.

 

 

Una strada attraversa il paese come un corridoio, le finestre delle case sono simili ad occhi che osservano, e l’immaginazione prende il volo, grazie anche al silenzio che ci circonda, in queste giornate autunnali, quando intorno, anche la natura, mostra la via del riposo verso l’inverno. Il percorso è fatto di abitazioni, curate nei dettagli, e l’architettura sembra assecondare il paesaggio circostante, le case si perdono e si distinguono fra il verde e le rocce.

 

Rocchette di Fazio

Rocchette di Fazio

I fiori colorati, ad ornamento delle abitazioni, e qualche persona che ogni tanto si affaccia, mostrano come vengano custodite gelosamente quelle mura misteriose. Il paese è abitato ma, probabilmente, molto più popolato durante il periodo estivo. Questo ci consente di osservarne indisturbati i particolari, avvolti da un’atmosfera ‘magica’, dell’isolamento, forse, ma non dell’abbandono. Un luogo quasi meditativo dove la vita scorre lenta.

Rocchette di Fazio

Rocchette di Fazio

Non è difficile individuare alcune importanti costruzioni, verso la sommità del borgo, superata la porta del castello, si giunge alla pieve di Santa Cristina, con facciata in travertino, di epoca duecentesca, oggi sconsacrata. Sull’architrave è scolpita una croce patente, altro inequivocabile segno della presenza templare. All’interno vi sono affreschi del Quattrocento in parte ancora visibili. Nel borgo sono ancora visibili il Palazzo Pretorio e la piazzetta con alcuni portali e le scale della prigione.

Pieve di Santa Cristina, Rocchette di Fazio

Pieve di Santa Cristina, Rocchette di Fazio

Giunti nella parte più alta del paese si vedono i resti della Rocca Aldobrandesca presso la quale è stato realizzato un belvedere. Lo sguardo spazia dalle rocce di Rocconi, alla valli del fiume Albegna, alle pendici del monte Amiata e del Monte Labbro. La presenza certa di un castello risale al dominio degli Aldobrandeschi, quando il borgo prende il nome di Rocchetta, date le sue modeste dimensioni. Nel secolo XII la potente famiglia, che al tempo possedeva tutta la zona dell’Albegna, eresse un castello sullo sperone di roccia. Il toponimo è citato come “castrum” già nel 1216. La fondazione rimane però incerta; qualcuno la fa risalire Bonifazio degli Aldobrandeschi, anche se nei documenti a lui relativi si parla solo di Rocchetta. Dopo il passaggio delle truppe di Federico II nel 1243, diretto a Sovana, troviamo il castello nominato in atti del 1291, come proprietà dei conti Fazio e Cacciaconti, figli del conte Ranuccio. In questi anni si susseguono continui passaggi di mano tra Aldobrandeschi e Orsini.

Rocchette di Fazio

Rocchette di Fazio

E’ probabilmente con Fazio che il paese prende il nome con cui è oggi noto. Nel 1297 è Fazio dei Cacciaconti “Signore delle Rocchette” a stipulare patti e convenzioni con il Comune di Siena emancipandosi dagli Aldobrandeschi di Sovana e Santa Fiora. Nel 1304, il borgo viene attaccato e parzialmente distrutto; Fazio viene fatto prigioniero dagli Orvietani e di lui si perdono le tracce.

Ospedale di San Tommaso, Rocchette di Fazio

Ospedale di San Tommaso, Rocchette di Fazio

Ospedale di San Tommaso Apostolo, che viene fatto risalire al 1330. E’ un edificio medievale che alcuni studi accreditano come un avamposto dell’Ordine dei Templari in provincia di Grosseto. A conferma di questa ipotesi sulle mura si riconoscono una croce templare, l’Agnus Dei, l’effige di Bafometto e, soprattutto, alcune lapidi tra cui una che reca la seguente scritta: “M Ch tep, S Spo”. Estrapolando le contrazioni si legge: Militia Christi Templi, Sancto Sepulcro. Un altra lapide sul fianco farebbe risalire la fine dei lavori di costruzione al 1330. Per gli appassionati dell’Ordine dei Templari si tratta di una vera curiosità che suffraga l’ipotesi che i cavalieri continuassero ad operare anche dopo la soppressione dell’ordine del 1312.

Testo via www.fototoscana.it

 

 

 

 

 

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