Per I luoghi del tempo, Moni Ovadia a Pitigliano

Questo post lo abbiamo scritto a 4 mani, per la voglia di raccontare e condividere la stessa esperienza . 

Appunti di viaggio di chi parte da Follonica per arrivare a Pitigliano.

Partenza ore 16:00, arrivo previsto ore 18:00. La provincia di Grosseto, la Maremma,  é molto vasta ma a bassa densità di popolazione e si vede. Davanti a noi 2 ore di strada in direzione sud. Fino ad Albinia la strada va via in un sorso attraverso le campagne impressioniste di Gavorrano, Montepescali e ancor più giù mentre apprezzo la fortuna di vivere in un posto dove la campagna confina direttamente con la città, dove bei paesaggi ti accompagnano in ufficio e al rientro ti godi il cielo e le stelle. Da Albinia la strada cambia radicalmente: da 4 a 2 corsie e curve che sono il paradiso dei centauri. La campagna é perfetta con questo sole e la distanza si accorcia veloce sotto le ruote: se ti lasci andare, senti il suono delle rotoballe che scendono per i clivi nei campi… Sogno bruscamente interrotto dalla fatica di un tornante. Eppure dovremmo essere quasi arrivati..

Pitigliano

Pitigliano

Sulla sinistra d’improvviso Pitigliano: una macchia rosso fuoco in mezzo al verde, pennellate potenti e decise, i colori caldi della roccia ti saltano agli occhi e ti sorprendono come una figura pop-up in mezzo a un libro convenzionale. Scopo del viaggio é un evento, “Storie dal ghetto” co (Lorenzo n Moni Ovadia, Emilio Guariglia, Angelo Biondi e Elena Servi. Fa parte di un festival battezzato dai suoi ideatori Luzzetti e Ad-arte) “I luoghi del tempo”. Mai titolo fu più azzeccato! Forse per la luce crepuscolare, per la bellezza del quartiere ebraico, per la lentezza della camminata o per le storie caleidoscopiche dei personaggi-guida, si perde progressivamente la coscienza del qui ed ora. Davvero una sorta di viaggio, un piacevole ed incosciente distacco dalla realtà, completato dai ritmi tondi della musica ebraica semplice e popolare, scelta eccezionale di Enrico Fink. Una giornata davvero indimenticabile (anche per una maremmana come me), un viaggio nel viaggio, un’esperienza multisensoriale particolarmente adatta ai bambini e agli adulti che si sanno talvolta lasciar andare a una fervida immaginazione.

moni ovadia

Sono in anticipo sull ‘orario dell’appuntamento, ma la piazza di Pitigliano è già gremita di gente in attesa di Moni Ovadia. 

Finalmente arriva e iniziamo la passeggiata sulla strada che corre sotto il paese  chiamata la Selciata. Moni Ovadia, Angelo Biondi, Emilio Guariglia ed Elena Servi sono davanti e dietro loro una fila di persone che diventa sempre più numerosa.

partecipanti

partecipanti

A Pitigliano la comunità ebraica è stata presente a Pitigliano per circa 400 anni, e proprio qui fu costruita nel 1598  la Sinagoga dedicata al Rabbino Leone di Sabato.  Le storie, le vite, le tradizioni della comunità ebraica nel tempo  si sono intrecciate con quelle degli abitanti del luogo, che nel momento più difficile e straziante, quello della seconda guerra mondiale, hanno contribuito a salvare le famiglie ebree assumendosi  il rischio ed il coraggio di nasconderle per proteggerle.

Su questo rifletto quando Moni Ovadia inizia il suo discorso in ebraico e scopro per la prima volta la bellezza dei suoni dell’antica lingua.

Moni Ovadia parla dei Ghetti, quello di Pitigliano, quello di Roma, quello di Venezia e con capacità oratoria trasmette emozioni che passano in una gamma cha va dal dolore alla forza della reazione.

La Piccola Gerusalemme

La Piccola Gerusalemme

Cerco con gli occhi Elena Servi, e vedo il suo volto commosso e dignitoso.  Elena Servi è l’ultima ebrea di Pitigliano che custodisce i ricordi e la memoria di una  comunità ormai sparita. Una  piccola donna che ha assunto con forza l’impegno di mantenere in vita a Pitigliano il ricordo,  permettendo c0si alle generazioni future di conoscere e non dimenticare una parte importante della storia del paese e della gente ebrea.

Una giornata indimenticabile nei Luoghi del Tempo, fuori dal tempo.

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