Arcidosso, la ‘Pieve ad Lamulas’

Rocca Aldobrandesca, Arcidosso

Rocca Aldobrandesca, Arcidosso

 

Arcidosso, un paese di paesi, scrigno storico di importante valore artistico, paesaggistico e culturale.Lo testimonia anche la cura che gli abitanti hanno delle numerose frazioni di cui il paese si compone. Uno dei comuni più vasti della Provincia di Grosseto. 

 

 

 


Ci soffermiamo nella frazione di Montelaterone, in particolar modo alla Pieve ad Lamulas, luogo ricco di fascino, a cui sono legate alcune storie, come le ‘Festa della Pina’, nella prima domenica dopo Pasqua, e la leggenda che da origine al nome.

Pieve ad Lamulas

Pieve ad Lamulas

 

Nel passato la festa rappresentava l’occasione per la prima ‘sortita’ ufficiale dei fidanzati che, insieme, raggiungevano la Pieve. Alla mattina, all’uscita della Messa, venivano donate alle ragazze le pine augurali, infisse sui bastoni (naturali, dorate o argentate), quale richiesta di fidanzamento o comunque quale segno di simpatia.

Le pine, come avviene anche oggi, venivano vendute direttamente sul luogo; oltre al dono della pina si svolgeva anche il gioco del “Fuori il verde”; alla mattina l’uomo dava alla donna un rametto di edera e nel pomeriggio ne chiedeva conferma del possesso con la frase convenzionale. Sia per la pina che per il gioco del verde, la ragazza poteva confermare i propri sentimenti anche con il dono di uno zuccherino, un dolce tipico della ricorrenza. La festa richiamava le popolazioni dei paesi vicini al Santuario, legato alla leggenda della mula che si sarebbe inginocchiata davanti alla Chiesa lasciandovi. le impronte che ancora si osservano. Della complessa ritualità della festa, oggi sopravvive il solo dono della pina. (Alessandro Giustarini)
La leggenda narra che ‘L’appellativo di Lamula, o Lamola, o, in latino, ad Lamulas, è fatto derivare da alcuni da una leggenda.

Pieve ad Lamulas, Arcidosso

Pieve ad Lamulas, Arcidosso

La pieve sarebbe sorta nel posto in cui la mula di un sant’uomo, venne colpita da un’apparizione miracolosa, s’inginocchiò: sul sagrato della chiesa vi sono ancora quelle che dovrebbero essere le impronte dei ginocchi della mula.

Più probabile e quasi certa è invece la spiegazione del nome data dal Repetti nel dizionario storico-geografico della Toscana, dove leggiamo ‘Varie contrade segnalate con la denominazione di Lamola o Lamule, vale a dire di piccole Lame, danno di per se stesse a conoscere che la loro posizione è poco lungi da un corso d’acqua….la chiesa di Lamole fra Arcidosso e Montelaterone sulla ripa sinistra dell’Ente.

Lamola o Lamule o simili si sarebbe quindi chiamata in origine la località costeggiante la riva scoscesa del piccolo e torrentizio fiume Ente su cui sorse poi la pieve’. (Silvio Bernardini-Il serpente e la sirena)

 

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