Maremma dolce… come il Miele

Assaggi di miele Foto: www.cai.it

Assaggi di miele
Foto: http://www.cai.it

Una regione verde e incontaminata come la Maremma Toscana, è una vera oasi per gli animali che mal tollerano l’inquinamento, come ad esempio, le api. Va da sé che la produzione di miele sia una delle attività tipiche di questa regione.

Ma il miele è un prodotto che sul nostro territorio ha una tradizione antica: già in Etruria era conosciuto, apprezzato e ampiamente utilizzato. Gli Etruschi, durante i loro banchetti, bevevano il mulsum, vino mescolato a miele, un nettare che si credeva fosse un dono degli dei.

Il miele era anche la base di altre preparazioni, come l’alica (una farinata di farro dal forte significato rituale), la puls italica, antesignana della nostra polenta nobilitata dall’aggiunta proprio di questo dolcificante. Il miele accompagnava la frutta secca, come noci, mandorle, nocciole e fichi e, insieme alla frutta cotta, diventava un condimento per i piatti di carne.

Il Mulsum degli Dei Foto: terroaristas.com

Il Mulsum degli Dei
Foto: terroaristas.com

Il miele continuò ad essere al centro della tavola delle alte classi sociali anche in epoca medievale, addolcimento per i panes melatos e i panes pepatos, decotti e infusi, ma aveva anche valenza medicamentosa, ingrediente di sciroppi, creme ed impacchi.
Solo nel corso dell’Ottocento, la credenza che il miele avesse una qualche origine celeste è stata demolita dalla chimica organica, che ha invece spiegato il processo con cui le api producono questa sostanza.

Tornando ai giorni nostri, il miele non è più da considerarsi come “il fratello povero” dello zucchero, bensì come un alimento di pregio, dalle molteplici varietà e declinazioni.
Anche in Maremma, si è andati verso la produzione di miele monovarietale, la ricerca di gusti ben definiti.
Facciamo un breve tour tra i “mieli” più diffusi in Maremma, partendo ovviamente dal millefiori che, ricavato dal nettare che le api hanno raccolto su una vasta gamma di fiori, mai uguale a se stesso, rispecchia meglio di qualunque altro la varietà botanica di un territorio ricco di biodiversità come quello maremmano; il suo abbianamento ideale è come condimento di carni alla brace.
Il miele di acacia, permanentemente liquido, dal colore chiaro, e dall’odore e il sapore molto delicati, è perfetto per addolcire le bevande.
Il miele di castagno (proveniente prevalentemente dai castagneti dell’Amiata e della zona di Roccastrada), invece, è caratterizzato da un lieve sapore amarognolo e per questo è apprezzato dagli intenditori più esigenti; è un miele che rimane fluido a lungo, dal colore scuro; si accompagna benissimo con i formaggi stagionati.

Miele e formaggi Foto: www.turismo.intoscana.it

Miele e formaggi
Foto: http://www.turismo.intoscana.it

Il miele di erica si produce prevalentemente nelle zone dove è presente la macchia mediterranea ed è un miele da tavola o da bevande calde.
Il miele di girasole è molto cristallizzato ed è molto usato in pasticceria o per dolcificare yoghurt, the e tisane.
La marruca è un arbusto spinoso comune nelle zone collinose e assolate del Mediterraneo; la Maremma toscana è fra le poche zone in Italia in cui occasionalmente si produce il miele uniflorale di questa pianta.
Lo schiucciolo è una pianta erbacea spontanea e spinosa che fiorisce tra luglio e agosto nei campi incolti e assolati. La Toscana è l’unico luogo conosciuto al mondo in cui si produca del miele uniflorale di schiucciolo, che risulta quindi particolarmente raro e pregiato.
La melata è un miele particolare, ricavato dalle api, invece che dal nettare, dalla linfa che ricopre abbondantemente in modo appiccicoso le foglie delle piante; il derivato è un miele poco dolce, ottimo da gustare con ricotta e formaggi freschi.

Varietà di miele Foto: www.justintoscana.com

Varietà di miele
Foto: http://www.justintoscana.com

Molte sono le aziende agricole maremmane che, assieme ad altre produzioni, associano quella del miele o di altri derivati dell’apicoltura, come il propoli e la pappa reale. Si tratta spesso di piccole realtà, belle da scoprire direttamente: attraversando la Maremma, concedetevi una sosta in qualche azienda e addolcitevi bocca e spirito.

 

 

English Version

 

A green and unspoilt region as Maremma, is haven for animals that poorly tolerate pollution, such as bees. It goes without saying that honey production of is typical of this region.

Honey has been produced in Maremma since ancient time: it was well known and widely used in Etruria. Etruscan people drank “mulsum” a wine mixed with honey, it was believed to be a nectar given as a gift from the gods.

Honey was also the basis of other food preparations, such as “alica” (a spelt porridge with a strong ritual significance), “puls italic”, the “precursor “of our polenta, which was ennobled by the addition of this sweetener. Honey was served with walnuts, almonds, hazelnuts and figs and, along with cooked fruit, it became a seasoning for meat dishes.

Honey continued to be at the centre of the upper classes’ tablein medieval times, sweetener for “panes melatos” and “panes pepatos”, (Cakes still produced according to the Sienese tradition), decoctions and infusions, but italso had medicinal value, an ingredient in syrups, creams and body wraps. Only in the nineteenth century, the belief that honey had any celestial origin was demolished by organic chemistry, that has explained the process by which the bees produce this substance.

Nowadays honey is regarded as a valuable food and in our region is produced in a single variety (mono-floral) and well-defined flavours. Let’s take a brief tour of the most common “honeys” in Maremma, starting of course from Millefiori (wild-flower honey) is derived from the nectar of many types of flower, its taste may vary from year to year, the aroma and the flavour can be more or less intense, depending on which blooming is prevalent, it represents better than any other, an area rich in biodiversity such as Maremma, it can be used with grilled meats. Acacia honey is liquid, light in colour, very delicate smell and taste, it is perfect to sweeten drinks. Chestnut honey (coming mainly from Amiata and ​​Roccastrada), is characterized by a slight bitter taste and appreciated by the most demanding connoisseurs, it remains fluid for a long time, dark colour, it goes well with matured cheese. Heather honey is produced primarily in Maquis shrubland (Macchia Mediterranea), it is suitable for hot drinks. Sunflower honey is crystallized and is very much used in confectionery or to sweeten yoghurt, tea and herbal tea. The Jerusalem Thorn (Paliurus spina-christi, marruca in Italian) is a thorny shrub common in hilly and sunny Mediterranean areas. Maremma is one of the few areas in Italy where occasionally honey is produced from the nectar of this plant. Schiucciolo (Centaurea dichroantha) is a spontaneous and thorny plant that blooms between July and August in fallow and sunny fields. Tuscany is the only known place in the world where honey is produced from this plant, which is a particularly rare and valuable. Honeydew is a special honey, instead of taking nectar, bees can take honeydew, the sweet secretions of aphids or other plant sap-sucking insects. Honeydew honey is very dark brown in colour, with a rich fragrance of stewed fruit or fig jam, and is not as sweet as nectar honey, great to taste with Ricotta cheese and fresh cheese.

There are many farms in Maremma that produce honey, propolis and royal jelly. These are often small companies, great to discover across Maremma where you can take a break and taste some of their products.

 

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2 pensieri su “Maremma dolce… come il Miele

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