La Torre di Buranaccio, il Lago di Burano, i pirati e la #giornataFai

Giornate Fai Primavera 14

 

Il programma del 23 marzo della #giornatafai  di Primavera nella Riserva del Lago di Burano e la visita alla Torre di Buranaccio era troppo allettante :  una passeggiata di circa 5 Km. nel cordone sabbioso (tombolo) che separa il mare dalle zone umide del lago di Burano, per  arrivare  e visitare la  Torre. Non potevamo mancare !

La guida WWF  spiega con passione a tutto il gruppo che siamo nel lembo di costa più incontaminato, più ricco di Biodiversità e più importante d‘Italia. Un luogo senza tempo, dice, dove la natura ha deciso come tutto deve essere in Maremma.
Partiamo  accompagnati dalla raccomandazione della guida che ci invita a non fare rumore, a parlare poco e piano, a non fumare, a rispettare l’ecosistema

Le scarpe affondano nella sabbia del Tombolo mentre gli odori delle piante selvatiche come il mirto, il rosmarino, l’elicrisio diventano più intensi. Nel tombolo incontriamo il gruppo precedente che fa ritorno, e subito ci scambiamo in silenzio, sorrisi.

 

 

 

tombolo di burano

tombolo di burano

Condivider con sconosciuti la giornata della primavera Fai  ci rende  tutti più affabili, più gentili e uniti da un amore verso la natura che ancora testardamente, nonostante le nostre devastazioni, qui in maremma ci mostra la sua capacità di essere autonomamente armonica e straordinariamente bella. Bisognerebbe promuovere anche una giornata del sorriso verso  la natura.
Nel gruppo ci sono tanti bambini, alcuni composti e presi, altri i più piccoli,   zompettanti ed eccitati, ma tutti hanno lo stesso sguardo vivace, elettrizzato.
I grossi cani tenuti al guinzaglio annusano con i nasoni umidi tutto quello che possono, sembrano ubriachi di questo variegato cocktail di profumi e di odori che forse nemmeno loro, sentivano da tempo.
Ci fermiamo davanti ad alberi, cespugli e ad una quercia di sughero. La  pianta è inserita nell’elenco delle piante monumentali d’ Europa. Il sughero si trova sopra la corteccia della pianta e, essendo ignifugo permette alla pianta di resiste anche ad eventi catastrofici. Questa venerabile Signora Quercia ha 360 anni portati benissimo,  e sopra la sua corteccia conserva bene 20cm di spessore di sughero!

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Brillano gli occhi della guida del WWf, mentre consapevole di stupirci, ci spiega che le foglie del pungitopo sono in realtà rami grazie ad un fenomeno dovuto alla fotosintesi che la pianta produce vivendo nel sottobosco, al buio. Il piccolo frutto sferico e rosso nasce attaccato alla foglia trasformata in ramo. Il bosco, rinforza la guida, si mantiene autonomamente ed è gestito da piante ed animali che creano spazi naturali fruibili in un perfetto e libero equilibrio naturale.

tombolo lago di burano

tombolo lago di burano

La passeggiata nel tombolo è lunga ma finalmente arriviamo alla Torre del Buranaccio. Dall’ambiente chiuso e ovattato del bosco  passiamo all’improvviso in un luogo aperto e luminoso. La tensione si allenta, si sentono voci, risate di bambini, rumore di macchine fotografiche che scivolano veloci fuori dagli zaini. Davanti alla torre circondata dalle acque chiudo gli occhi e immagino la notte, l’ arrivo di  una nave di Pirati Saraceni o Barbareschi che, con una benda nera sull’occhio sinistro e sciabole affilate e crudeli nelle mani, approdano  proprio qui, dove sono ora. Immagino la violenza delle scorrerie veloci ed improvvise. Tanta era nel XVsec.  la minaccia degli arrembaggi dei pirati che ad ogni razzia portavano via più di 5000 persone. Gli uomini venivano usati per remare o  per le individuali capacità professionali. Le giovani donne, le più belle, arricchivano invece gli harem. Per questo fu necessario costruire torri di avvistamento necessarie per proteggere le coste, come la Torre del Buranaccio, edificata nel 1573.

torre di burraccio

torre di buranaccio

Tra il Parco dell’Uccellina e i confini meridionali della Toscana, vennero costruite poco meno di 30 torri di avvistamento alte circa 20 mt.  dove vivevano piccole guarnigioni che dalla terrazza quadrata, in caso di attacco, mandavano segnali di fumo alle altri torri. Nel 700, quando il pericolo dei Pirati fu estinto, le  torri vennero trasformate prima in posti di Dogana poi in luoghi dove fu installato il sistema telegrafico. La torre del Buranaccio è proprietà della Società SAGRA dal 1922.

mare

mare

All’interno al torre non è grande come sembra da fuori. Oggi, pur mantenendo le sue caratteristiche sembra un bellissimo loft dove passare vacanze estive.  Dalla terrazza si vede il mare e il paesaggio da Capalbio si estende oltre l’Argentario.

iinterno torre di burraccio

interno torre di buranaccio

Sulla Terrazza la vista è mozzafiato; si vede il lago, il mare e le onde che arrivano al bagnasciuga disegnando ghirigori di schiuma bianca. Poi, una  folata di vento arriva d’ improvviso ed è così forte da spazzarci via. Il mare è agitato e noi tutti dobbiamo stringerci contro le mura della terrazza per non cadere.

Un vento rabbioso e veloce  come erano i Pirati. Un vento deciso a restituire alla Torre di Buranaccio un’ identità più vera, quella di un luogo aspro, forte e solitario dove nel 1500 un viveva un pugno di uomini che avevano come solo scopo,  difendere gli altri.

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