Seggiano, alla scoperta del territorio: ‘Il Colombaio’

Seggiano

Seggiano

 

Seggiano è uno degli otto comuni dell’Amiata grossetano, si erge sopra un poggio tondeggiante, uno dei più antichi dell’area occidentale amiatina. Nelle vicinanze del paese sono stati rinvenuti reperti archeologici di età neolitica, etrusca e romana.

Il nome della località si trova citato, per la prima volta, in una pergamena dell’858.

Il centro del borgo è ben conservato, le stradine, le scalette che segnano il percorso fra antiche mura, consentono di osservare un paese denso di memoria medievale.

Nella parte più alta del borgo si trova la chiesa del Corpus Domini  dove, nel 1828, furono trasferiti gli oggetti sacri appartenenti al convento del Colombaio e le reliquie di San Bernardino. (tratto da ‘I paesi dell’Amiata).

 

Seggiano, chiesa del 'Corpus domini'

Seggiano, chiesa del ‘Corpus domini’

I documenti francescani sono concordi nell’affermare che il luogo del Colombaio fu preso da San Francesco stesso in occasione di uno dei suoi viaggi missionari attraverso la Toscana. Il fatto viene assegnato al 1221 e forse ebbe esecuzione nei primi mesi del medesimo anno’.

Convento 'Il Colombaio', Seggiano

Convento ‘Il Colombaio’, Seggiano

Il Colombaio è stato uno di quei conventi che, nel tempo, ha mantenuto la sua vocazione primitiva di vita strettamente ascetica. Si narra che un frate tentò di modificare la  fisionomia originaria del Colombaio, rendendolo più comodo e migliorandone l’aspetto e che, tuttavia,  fu costretto subito a desistere in seguito ad un sogno in cui S. Francesco gli apparve pieno di sdegno, minacciandolo di terribili punizioni se avesse attuato quel che aveva in mente. Secondo lo spirito di povertà del Santo fondatore, il Colombaio fu un luogo molto umile e la campagna che lo circonda è ancora definita ‘deserto’. Il convento mantenne la sua semplicità anche nell’architettura.

Seggiano, antico convento del Colombaio

Seggiano, antico convento del Colombaio

Il Colombaio ‘fu subito considerato, per la sua solitudine in mezzo ad ombrose selve, come luogo adattissimo, a stabilire nello spirito serafico coloro che, venendo dal secolo, facevano ingresso nella religione. Ond’è fu scelto..per luogo di noviziato ed ebbe la fortuna di accogliere i primi fervori serafici del glorioso apostolo dell’Italia del secolo XV S. Bernardino da Siena’. (Padre Alessandro da Seggiano)

Nel suo ventiduesimo compleanno, l’8 settembre del 1402, Bernardino Albizzeschi prese l’abito francescano e accettò la proposta di fare il suo noviziato al convento del Colombaio, dove giunse nel 1402.

Ad un anno esatto dalla sua entrata nell’Ordine dei Minori, Bernardino celebrò la sua prima messa a Seggiano e nell’occasione seppe  parlare con tanto ardore che tutti lo seguirono con grande commozione. Fu la prima prova ed il primo successo di quello che doveva diventare il più grande predicatore dell’epoca, che riuscì a ridestare nelle folle l’esigenza morale. Con lui l’Osservanza fece grandi progressi in Italia ed anche nella sua terra d’origine, la Maremma, che Bernardino non dimenticò mai e dove tornò varie volte, nonostante i suoi consistenti impegni pastorali in tutta Italia.
Il Colombaio ‘ancora per molto tempo, dopo la morte di s. Bernardino, continuò a conservarsi in grande venerazione dei frati della regolare Osservanza e finchè non s’illanguidì l’amore primitivo per la solitudine, fu sempre la dimora preferita dai religiosi più spirituali e penitenti’… Nel 1748 il Colombaio  fu colpito dalle soppressioni di enti ecclesiastici, volute dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena nell’ambito della sua attività riformatrice. Il convento fu evacuato. Affidato ad un sacerdote, fu abbandonato definitivamente nel 1827, quando ormai minacciava rovina.
(Dalla rivista Amiata Storia e Territorio, anno XXI-dicembre 2009, rivista quadrimestrale di studi e ricerche sul territorio amiatino).

English Version

Seggiano is one of eight municipalities of Amiata, it stands on a round hillock and it one of the oldest villages of this area. Some archaeological finds, dating back to Neolithic, Etruscan and Roman age have been unearthed nearby. Seggiano was mentioned for the first time in a parchment in 858.

The centre of the village is well preserved, the streets and the stone stairs in the ancient walls, allow to observe this village full of medieval memory.

In the highest part of the village is located the church of Corpus Domini, the sacred objects belonging to the convent of Colombaio and the relics of Saint Bernardino of  Siena were moved to this church in 1828, (from the book ‘I paesi dell’Amiata)

The Franciscan documents agreed that the Colombaio’s area was taken by St. Francis himself during one of his missionary journeys throughout Tuscany in 1221.

Life in the convent was strictly ascetic. It is said that a monk tried to change the original Colombaio’s structure, trying to making it more comfortable and improving its aspect, however, he was forced to give up immediately following a dream in which St. Francis full of anger, threatened terrible punishments if he had carried on what he had in mind. In the spirit of poverty of its holy founder, the Colombaio was a very humble place and the surrounding countryside is still called ‘desert’. The convent also had a simple architecture.

The Colombaio ‘was immediately regarded, for its solitude in the midst of shady woods, a place very suitable, to establish in the seraphic spirit of those who, coming from the century, were put into religion. Wherefore it was chosen … for place of novitiate and had the good fortune to welcome the first seraphic fervours of the glorious apostle of Italy of the fifteenth century St. Bernardine of Siena’. (Quote: Father Alessandro from Seggiano )

In his twenty-second birthday, on September 8, 1402 , Bernardino Albizzeschi took the Franciscan cloth and accepted the proposal to make his novitiate at the Colombaio convent.

Exactly one year after his entry into the Order of Friars Minor, Bernardino celebrated his first Mass in Seggiano and in this occasion he was able to speak with so much eagerness that all the people followed him with great emotion. It was the first test and the first success of who was to become the greatest preacher of his time, he managed to awaken the moral demands in the crowds. The Friars Order Compliance made ​​great progress with him in Italy and in his homeland, Maremma, that never forgot Bernardino and where he came back several times, despite his many pastoral duties throughout Italy.
The Colombaio ‘for a long time, after the death of Saint Bernardino, continued to be kept in great veneration by the brothers of the regular Observance and until the primitive love for solitude weakened, it was the favourite home for the spiritual and religious penitents ‘ … In 1748 the Colombaio was hit by Grand Duke Peter Leopold of Lorraine‘s ecclesiastical reforms. The monastery was evacuated and given to a priest, it was finally abandoned in 1827, when it started to collapse.

(From the magazine Amiata History and Territory , year XXI December 2009, the quarterly magazine of studies and research in the area of Amiata).

 

 

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