“Birraturismo” in Maremma

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La birra nelle Colline Metallifere

Ci sono tanti modi per conoscere un territorio: oltre a visitarne i luoghi più belli ed apprenderne la storia, c’è un viaggio che passa attraverso il senso del gusto, eppure è altrettanto capace di parlare di storia e di luoghi.

L’itinerario attraverso i prodotti ed i sapori della Maremma prende talvolta strade impreviste e ci racconta di una terra che ha tradizioni eno-gastronomiche importanti e radicate, ma che sa rinnovarsi e reinventarsi. Un esempio di questa capacità è l’utilizzo dei cereali coltivati in Maremma per la produzione di birra

Ad oggi in Maremma sono presenti vari birrifici, dislocati in varie zone della Provincia di Grosseto e che realizzano prodotti differenti, utilizzando tra gli ingredienti alcuni tra i prodotti più tipici delle nostre campagne e dei nostri boschi, come le castagne, lo zafferano o il miele di marruca.

birrificio maremma

Nel birrificio

Abbiamo visitato un birrificio immerso nelle Colline Metallifere, in un territorio in cui da sempre si coltivano grano duro, orzo e girasole, ed abbiamo imparato che la vocazione cerealicola della Maremma può rivivere anche nella produzione della birra, un prodotto “nuovo” per una regione così strettamente legata al vino, patria di alcune importanti D.O.C., D.O.C.G. ed I.G.T.

campi cereali maremma

La campagna nelle Colline Metallifere

La prima cosa che colpisce è l’ambiente incontaminato, lontano dal traffico (in Maremma mai particolarmente intenso) e dalle industrie, incastonato tra il Parco delle Biancane con le sue manifestazioni geotermiche, la Valle del Fiume Cornia ed il Parco di Montioni, con i fitti boschi, le cave di allume e la storia di Elisa Baciocchi.

Qui le materie prime vengono lavorate durante tutto l’anno, perché la birra, a differenza del vino, non ha un processo produttivo concentrato in alcuni mesi. Tra i cereali coltivati in Maremma, è l’orzo quello più importante per la birra, perché ne costituisce la base, insieme all’acqua, che deve essere purissima.

orzo

Orzo e orzo maltato

La prima fase della produzione prevede infatti la trasformazione dell’orzo in malto, che passa poi in sala cotta per l’estrazione degli zuccheri e la creazione del primo mosto. Seguono poi la filtrazione, la bollitura e l’aggiunta del luppolo, che conferisce l’aroma e l’amaro alla birra. Dopo un’ultima filtrazione viene aggiunto il lievito e la birra riposa nei tini per circa 15 giorni. Trascorso questo lasso di tempo, la birra viene imbottigliata per la rifermentazione in bottiglia, che prosegue per circa 3 settimane.

bottiglie birra

La birra imbottigliata

A questo punto la birra è pronta da bere!

English Version

There are many ways to get to know a place as well as visit its most beautiful sites and learn its history, there is a journey that passes through the sense of taste, yet it is equally capable of talking about history and places.

The route through the products and flavours of Maremma takes sometimes unexpected ways and tells of a land that has important gastronomic traditions and innovation as well. An example of this innovation is the use of local cereals  for the production of beer.

There are several breweries in Maremma that use some of the most typical local ingredients such as chestnuts, saffron or honey made of  Jerusalem Thorn. (Paliurus spina-christi honey)

We today visit a brewery nestled among the Metalliferous Hills,  an area filled with crops of wheat, barley and sunflowers.  We have learned that the vocation of Maremma agricultural heritage  can relive in the production of beer, a “new” product for a region so closely related to wine, home to some important DOC, DOCG and I.G.T.

The first thing that strikes our eys is the pristine environment, far from traffic and industries, nestled between the Biancane Natural Park and the Valley of River Cornia and Montioni Park with thick woods, alum quarries and the story of Elisa Bonaparte Baciocchi Levoy,(a younger sister of Napoleon Bonaparte), who lived here.

In this environment raw materials are processed during the whole year. Among all cereals, barley is the most important for beer, together with water, which must be very pure.

The first production  step,  the wort is prepared by mixing the starch source (normally malted barley ) with hot water. Hot water is mixed with crushed malt or malts in a mash tun. The mashing process takes around 1 to 2 hours, during which the starches are converted to sugars, and then the sweet wort is drained off the grains. The grains are now washed in a process known as “sparging”. This washing allows the brewer to gather as much of the fermentable liquid from the grains as possible. The process of filtering the spent grain from the wort and sparge water is called wort separation. After a final filtration the yeast is added and the beer rests in the vats for about 15 days. After this time, the beer is bottled for the second fermentation which continues for about 3 weeks.

Cheers!!!!

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