Un pomeriggio con le capre, sull’Amiata

Caprette al pascolo

Caprette al pascolo

Siamo andate in un’azienda agricola sul monte Amiata dove si produce, si fa, si vive il ‘CacioTurismo’.

Siamo arrivate in un prato sconfinato, dove abbiamo incontrato circa 80 caprette al pascolo. Proprio loro ci hanno accolte, nel silenzio delle collinette, incuriosite dai nuovi rumori sconosciuti. Ci hanno annusato, saltandoci addosso, per conoscere l’intruso, arrivato a disturbare la loro quiete.

La padrona ci ha guidate nel percorso, quello che le caprette fanno quotidianamente e ci conduce, mentre i saltellanti animaletti ci fanno strada, verso un’enorme quercia secolare. Scopriamo che le capre, in apparenza tutte uguali, hanno, ognuna, la propria personalità, tanto che ogni capra ha un nome proprio.

 Nell’allevamento si distinguono circa tre razze dei simpatici erbivori, le capre Saanen, Camosciate, Garganiche e Maltesi. Nel percorso sembrano giocare e comunicare fra di loro, a loro modo e con i loro mezzi, alcune prendono a cornate, dice che sia normale per loro, che ogni tanto devono farlo per rimarcare la propria supremazia.

la supremazia

La supremazia

Nel branco c’è la capo branco che si è conquistata il titolo e si chiama ‘Annette’.

Annette, la capo branco

Annette, la capo branco

 Ogni tanto qualcuna si avvicina ed inizia a rosicchiare un indumento che penzola rispetto agli altri, ma con delicatezza, tanto che questi animali, dotati di corna importanti, in realtà si scoprono dolci e intelligenti.

la capra e l'uomo

la capra e l’uomo

 Ad un certo punto, dal fondo del campo si sente una voce…’bambine, bambine!…’ e tutte corrono, verso le stalle dove si trovano i loro piccoli e del cibo. Quando le stalle vengono aperte, ogni cucciolo riconosce la propria mamma ed inizia a succhiare il latte. Capisco il detto ‘sgambettare come un capretto’, sgambettano e saltano alla ricerca della mamma.

Ad ogni caprettpo, la sua mamma

Ad ogni caprettpo, la sua mamma

La’ capraia’ ci conduce nel suo laboratorio: il latte di capra, si sa, è nutriente, facilmente digeribile ed ha poco contenuto di grassi; ci mostra le combinazioni dei vari formaggi con prodotti particolari e di contrasti; dolce salato, freschi e stagionati. A noi, non resta che assaggiare!

Il formaggio di capra

Il formaggio di capra

 ‘Avvicinarsi alle bellezze dei luoghi e gustare le specialità casearie “on site” attraverso itinerari selezionati: un diverso tipo di cultura enogastronomica. Non solo notizie, curiosità, storia del territorio, soprattutto una “guida” alla scoperta delle produzioni e proprie radici culturali. Il ritrovamento di antiche tecniche casearie ancora oggi valide per sperimentare sapori tradizionali, le tecniche di abbinamento formaggio/vino, formaggio/olio, formaggio/miele… sono solo alcune delle proposte che si possono trovare in questo lembo toscano su Cacioturismo. Un’occasione per visitare terre cosiddette minori, non colpite dalla massa turistica, dove le eccellenze gastronomiche non hanno subito trasformazioni; ritrovare sapori antichi e dove l’ambiente naturale è rimasto intatto nel tempo’.

 English Version

We went to visit a farm on Mount Amiata where “CacioTurismo” (CheeseTourism) is made.

We get to a boundless meadow, where we meet many goats browsing. They welcome us in the silence of these hills, intrigued by new strange noises. They sniff around to get to know the new intruder, who has come to disturb them.

The farmer guides  us to a path, the one the goats take every day, while the animals lead us towards a huge old oak tree. We find out that the goats, apparently all looking similar to one another, have their own personality so that each goat has its own name.

In the farm there are four breeds of these cute herbivores, Saanen goats, Alpine, Garganica and Maltese. They seem to play and communicate with each other in their own way and with their own means establishing a dominance hierarchy sometimes through head butting.

In the herd there is a herd leader who has earned the title and it’s called ‘Annette’.

Every so often a goat comes close and starts gnawing on a garment that hangs over the others, very gently, they are sweet and intelligent animals.

At one point, from the bottom of the field you hear a voice calling… ‘little girls, little girls! …’ And all of them start running towards the stables where they find their kids and food. When the stables open, each kid recognizes its mother and begins to suck the milk.

The goatherd leads us into his laboratory: goat’s milk is nutritious, easily to digest and has little fat, the goatherd shows the combinations of various cheeses with other products sweet and savoury, fresh and aged. We just have to taste it!

‘Approaching the beauty of the places and taste the dairy products: a different kind of food culture. Not just news, trivia, history, a true “guide” to the discovery of the productions and their cultural roots. The discovery of ancient cheese-making techniques applied and paired to new flavours such as cheese and wine; cheese and olive oil; cheese and honey… these are just some of the proposals that you can find in this part of Tuscany on “Cacioturismo”. An opportunity to visit the so-called lower lands, not affected by mass tourism, where the culinary excellence have not undergone transformations; rediscover ancient flavours  where environment has remained the same over time’.

 

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