Il mulino e la ferriera di Torniella

Ferriera Torniella veduta

Veduta del mulino e della ferriera di Torniella

Quasi ogni angolo della Maremma ha qualcosa da raccontare: non c’è pietra senza storia, bosco senza leggenda, chiesa senza una traccia d’artista.

Eppure, per quanto sia stata a lungo una terra selvaggia, ed ancora oggi poco urbanizzata, la Maremma conserva tracce del passaggio dell’uomo fin nei suoi angoli più remoti e nascosti: anche laddove sembra meno ospitale e difficile da vivere, l’uomo ha saputo coglierne le ricchezze e volgerle al proprio favore.

E così, nel fitto dei boschi intorno a Torniella, nel Comune di Roccastrada, dove la tormentata valle del torrente Farma porta ai margini della foresta del Belagaio, si nasconde una testimonianza di uno dei mille volti di questo territorio: la sua vocazione siderurgica.

Conosciamo i giacimenti minerari delle Colline Metallifere, gli stabilimenti granducali di Follonica, ma forse in pochi sanno che nei pressi del piccolo abitato di Torniella, là dove il Farma segna il confine tra le province di Siena e Grosseto, un tempo erano attive una serie di ferriere in cui si lavorava il minerale estratto all’Isola d’Elba, sfruttando l’abbondante presenza di acqua e di legna di castagno.

torrente farma

Il torrente Farma

Il complesso, oggi restaurato, è formato da strutture di diversa epoca e destinazione d’uso. Il mulino è l’edificio principale e più antico, datato alla metà del XIII secolo ma attivo fino all’Ottocento. Al suo interno, su due piani, è allestito un piccolo ma interessante museo che raccoglie strumenti di lavoro, elementi costruttivi e tutti quei materiali che, numerosissimi, sono emersi durante i lavori di restauro, oltre ad un plastico dell’intera area.

Passeggiando tra le sale capita di poggiare il piede su forme rotonde: sono le vecchie macine. La pietra con cui erano realizzate era durissima, per resistere a lungo a forti attriti. Dopo alcuni anni, comunque, le macine erano sostituite e se ne vedono di reimpiegate nel pavimento del mulino: nulla andava sprecato!

Museo della ferriera di Torniella

L’interno del museo

Accanto al mulino si trova la ferriera, in cui trovavano posto il maglio per la frantumazione del minerale, i forni e la forgia alimentati da uno o più mantici. Sia il mulino che la ferriera erano azionati dalla forza dell’acqua, deviata dal torrente e convogliata in un sistema di canali (le gore) e nel  , la grande vasca capace di contenere fino a mille metri cubi d’acqua, tutte strutture ancora perfettamente visibili.

Il Farma garantiva l’approvvigionamento idrico per tutto l’anno, in modo continuo e senza interruzioni, cosa molto importante per la buona riuscita del processo di produzione del ferro: ed infatti le fonti storiche riportano che il ferro qui prodotto era di ottima qualità.

ferriera torniella

I resti della ferriera

Sull’altro lato del mulino sorge invece la casa dei lavoranti, dove abitavano le varie maestranze addette al lavoro.

È affascinante visitare un luogo apparentemente così remoto, quasi sommerso dal bosco, in cui però si conservano le tracce di un’attività economica molto operosa e fondamentale per la storia della Maremma.

Se vi capita di andarci, cercate i segni ed i numeri incisi sugli stipiti del portone d’ingresso al mulino: sono, probabilmente, le date e le altezze delle piene del Farma, un po’ amico un po’ nemico dell’uomo!

portone del mulino Torniella

Il portone d’ingresso del mulino

English Version

Almost every corner of Maremma has something to tell: there is not a stone without history, a wood without a legend, a church without its artist.

Yet this land has always been wild for many years and it is not much urbanized even nowadays, it keeps traces of the human presence in its hidden and remote corners: where it seems difficult to live, mankind has gathered its richness and used them at their best.

An example is found in the thick woods around Torniella, a tiny village in the municipality of Roccastrada, where the troubled valley of Farma creek, gets closer to Belagaio forest, a hidden evidence of one of the thousand essences of this land: its Ferrous metallurgy historical roots.

We all know about the mineral resources of Colline Metallifere, the ironworks plant of Grand Duke Leopold II of Tuscany in Follonica, but very few people know about the hamlet of Torniella, where Farma creek marks the border between Siena and Grosseto, a long time ago there where many ironworks sites, where iron coming from Elba Island was melted and iron products were made, exploiting the abundance of water and wood.

This complex, that is today restored, is made of various buildings from different ages and purposes.
The mill is the main building and the oldest, dating back to the 13rd century and in use until 19th century. It is a two-storey building and site of a small museum displaying working and building tools and all kind of material that have been found during restoration works. There is a scale model of the area too.

Walking through the rooms it happens to step on round stones: these are the old millstones. The stone they were made of was extremely hard, to compensate the strong frictions they underwent. However the millstones were replaced and used to pave the floor and nothing was wasted!

Next to the Mill, there is the ironworks plant, with the mallet for grinding the iron, a furnace and a forge stoked by one or more bellows. Both the Mill and the ironworks plant worked with the power of water redirected from the creek and channelled into a drain system (Le gore in Italian) e in a big basin (bottaccio in Italian) filled with more than a thousand cubic metre of water. All these structures are still perfectly visible.

The creek granted water supply all year round, with no interruption: a fundamental feature for iron production: as a matter of fact, historical sources states that iron coming from Torniella was of good quality.

On the other side of the Mill there is a building where workers lived (casa dei lavoranti) .

It is very fascinating to visit such a remote place, almost buried in woods where traces of human labour are well kept and are fundamental for the history of Maremma.

If you happen to pass by, look for marks and numbers engraved on the Mill wood door: they probably are the dates and the maximum floods of the Farma creek, a friend and sometimes an enemy of man.

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Un pensiero su “Il mulino e la ferriera di Torniella

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