Un monte di leggende, ‘i giorni della merla’

 

 

Verso l'Amiata

Verso l’Amiata

Un luogo in cui potersi rifugiare dal trambusto della vita quotidiana, l’Amiata, dove storia e natura si intrecciano per restituirci uno scenario, a volte, surreale; dove sembra che fantasia e  realtà si tocchino, tanto da non distinguere il labile confine che le delimita.

Storie immaginifiche, quelle che nascevano  davanti al focolare, che si sono tramandate fino ad arrivare ai giorni nostri, immutate, a rappresentare uno stile di vita ormai lontano ma che nell’immaginario amiatino è fortemente presente, hanno permeato la cultura di questo territorio.

Sono le leggende che accompagnano nel tempo, da quando nascono ai giorni nostri, nei luoghi che caratterizzano l’Amiata.

Del resto, l’inverno è sempre il momento del ‘raccoglimento’, dello stare dentro, dentro di noi, come dentro casa cercando conforto nel calore di un camino, mentre fuori, le temperature, spesso rigide, non consentono di sporgere il naso oltre la soglia della porta di casa. Questa idea intima, del focolare, è tutt’ora presente sull’Amiata. Certo non si fanno le veglie, certo non si raccontano storie a tutta la comunità. Perché i tempi cambiano ma, sicuramente, di quei racconti, tramandati oralmente, ai giorni nostri qualcosa è ancora vivo.

I faggi dell'Amiata

I faggi dell’Amiata

L’Amiata, la montagna viva dei quattro elementi, in inverno regala scenari che le sono congeniali, è come se la natura si riposasse –apparentemente-, sospesa, per esplodere di colori e odori quando arriverà la primavera. Nell’attesa, il lungo inverno scorre, come una sinfonia che varia al mutare del clima e fa da sottofondo alla routine della vita quotidiana. Lo scenario più suggestivo è sicuramente quello che ci offre la neve, che ci costringe a rallentare il ritmo. La neve rappresenta l’elemento vitale: l’acqua, fondamentale per la montagna a rinvigorire le falde acquifere. Quando nevica il manto bianco sembra cullare  il riposo della natura, d’intorno il mondo diventa ovattato,  anche il silenzio sia fa diverso. Tutto è coperto da una coltre bianca che trasforma ciò che tocca e  lasciandolo soltanto immaginare. Quando nevica è festa e le giornate assumono un sapore diverso.

L aneve

L aneve

E in questi giorni di fine gennaio, è viva una leggenda che appartiene all’Italia, quella de ‘i giorni della merla’. La versione di Santa Fiora narra che ‘due merli, un maschio e una femmina, di colore originariamente bianco,  durante un periodo tempestoso e freddo (diaccio marmato) a fine gennaio, trovarono rifugio dentro il comignolo di una casa e vi rimasero per tre giorni, finché non cessò di cadere la neve e tornò a splendere il sole; a quel punto, uscendo sul tetto, i due uccelli si accorsero che le loro penne erano diventate tutte nere per la fuliggine, in modo indelebile’.

Amiata

Amiata

 

English Version

The  Amiata Mountain is  place that gives people shelter from the hustle of everyday life, where history and nature intertwine to give us a scenario, at times surreal, where it seems that fantasy and reality touch each other, so as not to distinguish the fine line that draws a limit between them.

Fairy tales told by the fireplace, passed on to  present days, unchanged, to represent a long gone way of life, but that is still present in the imaginary of Amiata inhabitants and has pervaded local culture.

Legends that keep you company over time, from their beginning to  present day.

After all, winter is always the time of ‘ gathering ‘, of being inside, inside of us, like at home to find solace in the warmth of a fireplace, while outside temperature, often rigid, do not allow people to go out. This intimate idea of the fireplace is still present on the Amiata Mountain. Of course people do not make wakes, of course people do not tell stories to the whole community. Because times change but, of course, of those tales, passed on verbally to the present day, something is still alive.

The Amiata mountain full of the four elements, in winter shows amazing sceneries, as if nature – apparently – rested, suspended, bursts its colours and smells when spring comes .

Meanwhile, the long winter flows like a symphony that varies with the changing of climate and is the background to the routine of everyday life. Snow is the most beautiful scenery, which forces us to slow down the pace. The snow is a vital element: water is vital to the mountain to invigorate the aquifers. When it snows the white coat seems to lull the sleep of nature, the world is muffled and silence changes. Everything is covered by a white blanket that transforms what it touche.

When it snows it is holiday and the days take on a different flavor.

At the end January, the coldest days of the year are called “I giorni della Merla” ‘ The days of the blackbird’

Here is the version of this legend belonging to the village of Santa Fiora:

Two blackbirds, a male and a female, originally white in colour, during a very cold end January, found shelter inside a chimney of a house and stayed there for three days until it stopped snowing and the sun shined again, at that point the two birds came out the chimney and saw that their feathers had become all black with soot, for ever!

Annunci

Un pensiero su “Un monte di leggende, ‘i giorni della merla’

  1. Pingback: Tradizioni popolari: la Candelora | Turismo in Maremma

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...