Montemassi: un castello tra storia ed arte

Montemassi Maremma

Montemassi

In una mattina d’inverno visitiamo Montemassi, a sud-ovest di Roccastrada. La passeggiata nelle stradine strette e la sosta all’interno del cortile dell’antico castello, da cui si ammira un panorama mozzafiato, danno l’impressione di camminare in un’opera d’arte.

Montemassi è un piccolo borgo medievale, frazione di Roccastrada, che sorge sulla cima di un’altura ai piedi di ciò che rimane di un possente castello, che ha avuto un ruolo non secondario nella storia di questo territorio.

Il castello ed il borgo sottostante sorgono poco dopo l’anno Mille come feudo della famiglia Aldobrandeschi, che ne mantengono il controllo fino alla seconda metà del Duecento, quando Siena li conquista dopo un violento assedio. La storia di Montemassi prosegue in modo piuttosto turbolento: nel Trecento viene assoggettato ai conti Pannocchieschi ed alla famiglia Cappucciani di Sticciano; nel 1328 Montemassi si ribella a Siena, ma le milizie senesi guidate dal condottiero Guidoriccio da Fogliano riescono ad espugnare la roccaforte e riconquistarne il possesso.

È questo l’episodio raffigurato nel celebre affresco, attribuito a Simone Martini, nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico di Siena, in cui si vedono il possente sistema difensivo del castello e l’assedio delle truppe senesi.

guidoriccio simone martini

L’affresco di Simone Martini con Montemassi

Montemassi, infatti, è sempre stato nelle mire espansionistiche di Siena, sebbene gli abitanti si siano spesso rivoltati contro il dominio senese, difendendo l’autonomia ed aspirando al riconoscimento del Libero Comune, però mai ottenuto.

Il castello viene inglobato nella Repubblica di Siena ed alla metà del Cinquecento entra a far parte del Granducato di Toscana. I Medici lo cedono ai marchesi Malaspina ed i passaggi di proprietà continuano fino al 1840, da quando ha inizio un progressivo degrado, arrestato dai restauri recenti.

Castello di Montemassi Maremma

Il castello di Montemassi

Oggi il Castello di Montemassi ha l’aspetto di un imponente rudere, con una serie di mura che racchiudono il cortile centrale, sul quale si affacciano i resti della cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua ed edifici con porte e finestre ad arco: la rocca, ovvero il palazzo con funzione abitativa, a pianta quadrata con ampie finestre e possente basamento a scarpa e sul lato opposto la torre poligonale. Più a sud resta una torre quadrangolare con feritoie e volte in muratura.

Merita salire fino al castello e godere della vista che dalle pendici del colle spazia fino al mare. Nonostante il tempo grigio, infatti, la Maremma si dispiega ai nostri piedi e mostra la sua bellezza un po’ rustica senza temere il freddo ed il cielo nuvoloso.

Dal castello partivano due cortine murarie che scendevano verso il borgo a protezione dell’abitato, per ricongiungersi nella parte inferiore, dove è ancora visibile l’unica porta di accesso, ad arco tondo.

porta Montemassi

La porta di accesso al Borgo di Montemassi

Il centro storico conserva ancora oggi l’aspetto di un borgo medievale, stretto intorno al suo castello. Tra le case fittamente addossate, quasi “aggrappate” alle pendici del rilievo su cui sorge la fortificazione, spunta la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, affacciata su una piazzetta che è un vero e proprio balcone sulla Maremma.

Chiesa a Montemassi

La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Montemassi

Il paese di Montemassi ha un suo posto anche nella letteratura maremmana:  è citato nel romanzo La vita agra di Luciano Bianciardi, che colloca il villaggio di minatori proprio nel punto in cui, nell’affresco di Palazzo Pubblico a Siena, si trova il condottiero a cavallo. Queste le parole del libro:

Non so se avete in mente l’affresco che dipinse Simone Martini al palazzo comunale di Siena, quello dove Guidoriccio da Fogliano, col suo cavallo bardato a losanghe nere e gialle, va all’assedio di Montemassi. Ecco, proprio dove nell’affresco sta Guido, ora c’è il villaggio degli operai, un grappolo di casupole e di camerotti sparsi in disordine, senza tracciato vero e proprio di strade, secondo le ondulazioni della breve piana interrotta dai cumuli delle sterile, dagli alti tralicci dei pozzi, dagli sterrati ingombri di materiale, travi di armatura, caviglie, panchine, bozze di cemento.

English Version:

In a winter morning we are going to visit Montemassi: the stroll among the narrow streets, and the rest inside the ancient Castle yard, from which a breathtaking view fulfils the eye, it seems to be part of a masterpiece.

Montemassi is a tiny medieval village, in the municipality of Roccastrada, it stands on a hilltop, just below the remains of a mighty Castle which took an important part in local History …

The Castle and the fortified village date back to the XI century, a fief of the Aldobrandeschi family until the second half of the XIII Century when the Republic of Siena conquered it. Montemassi, in the following century was held by the Pannocchieschi and the Cappucciani familes of the nearby village of Sticciano. In 1328 it was conquered by warlord Guidoriccio da Fogliano, fighting for Siena.

This event is depicted in a famous fresco inside the Palazzo Pubblico in Siena, located in the Great Council Hall (Sala del Mappamondo). A mighty defence system and the siege of Siena army are well depicted.

Montemassi aspired to be a Libero Comune (Free Commune), always fighting the powerful Republic of Siena but it became part it and until the mid-16th century when the Grand Duchy of Tuscany took power. The Medici family gave the Castle to the Malaspina. In 1840 the Castle started its decline, which has been stopped by a recent restoration.

Still nowadays the ruins of the Castle are magnificent, a series of walls circle the inner yard, where we can find the remains of a well, some buildings with arched doors and windows that used to be the main palace, a squared tower on the opposite side and another polygonal one in the southern side.

The Castle is well worth a climb, for the breathtaking view we can admire from slope of the hill as far as the sea side no matter if the sky is grey today. The Maremma plain does not care of the cold and the dark skies and shows us its amazing landscape.

There are no more traces of the city walls, with exception of a semi-circular arch gate, that once were connected with the castle.

The historical centre of Montemassi still maintains the aspect of a compact medieval hamlet in ‘pine-cone’ form still encircling its Castle. Sant’Andra Apostolo’s Church stands out among the houses, almost hanged on to the village, on a tiny square that is actually a balcony on Maremma

Montemassi hamlet is part of our local Literature: It is quoted in the novel La vita Agra, it’s a Hard Life by Luciano_Bianciardi, who sets the novel  mining village where Guidoriccio was depicted riding his horse. Here is the text:

I do not know if you bear in mind the fresco that Simone Martini painted in Siena Town Hall. The one where Guidoriccio da Fogliano, with his horse harnessed in yellow and black, goes to the siege of Montemassi. Here you are, just where Guido stands, now there is the mill town, a bunch of tiny huts and messily spread bedrooms, with no proper streets that follow the waves of the short plane which is broken by slag heaps, by high well trellis, by dirt roads littered with material, by rebars, by concrete bumps.

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2 pensieri su “Montemassi: un castello tra storia ed arte

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