Pitigliano, la Piccola Gerusalemme

Ingresso La Piccola Gerusalemme Pitigliano

Ingresso La Piccola Gerusalemme Pitigliano

Pitigliano ospitava già  in epoca feudale, una rilevante comunità ebraica.  Il paese è chiamato anche “la piccola Gerusalemme”  per la grande  comunità ebrea che, nel paese  ha vissuto circa 400 anni, portando il suo patrimonio culturale e sociale (compresa l’Università Ebrea di Pitigliano).
Nei lunghi anni di condivisione dello stesso territorio, nacquero e si svilupparono forti relazioni fra la minoranza ebrea e la gente di Pitigliano la quale, durante l’olocausto rischiò la vita per nascondere e salvare gli ebrei che stavano scappando dal terrore nazista.

Dopo la seconda guerra mondiale, la comunità ebrea di Pitigliano abbandonò il paese. Grazie però all’impegno dell’unica donna ebrea rimasta, la signora Elena Servi , impegno condiviso con la popolazione del posto, la loro storia è oggi ancora viva. Luoghi importanti come la Sinagoga , il Forno delle Azzime, il Cimitero Ebraico sono stati restaurati ed hanno ripreso il loro aspetto originale, diventando conosciuti ed importanti  centri di interesse culturale e turistico per i visitatori.

sinagoga  1

Testimonianza della lunga e prospera convivenza fra la gente di Pitigliano e gli ebrei è anche nella cucina del luogo che permette di gustare piatti nati dalla contaminazione fra le due culture. Il buglione d’agnello, i tortelli di ricotta di pecora ricoperti di zucchero e cannella, la pasta e ceci, i tozzetti, gli struffoli sono degli esempi, anche se lo sfratto è il dolce più conosciuto.

Il dolce fatto con un impasto di miele e frutta secca, ricorda con la sua forma il bastone che, picchiando sulle porte delle case, incitò gli  ebrei di Pitigliano nel 1622,  ad uscire dal borgo e trasferirsi nel Ghetto.

Lo sfratto Pitiglianese apparecchiamo.blogspot.com

Lo sfratto Pitiglianese
apparecchiamo.blogspot.com

English Version:

Pitigliano is also known as the Little Jerusalem for the flourishing and long-lived Jewish community which has always been well integrated into the social context giving the village a strong cultural heritage, which included the Jewish University of Pitigliano founded in 1855.

The local population and the Jewish community have always had strong bonds and after the promulgation of racial laws under the Nazi, all the Jews reportedly escaped capture with the help of their Christian neighbours who kept them hidden.

After WWII all the Jews left town. Today Ms Elena Servi, the only surviving Jew, is preserving their heritage thanks to her and the local people commitment, their history is still alive.

The synagogue (established in 1598, with furnishings of the 17th and 18th centuries , the Jewish Cemetery, the Kosher oven (Forno degli Azzimi), the baths for purification, have all been restored and open  to visitors.

Traces of the Jewish Cuisine can be found in the local food. Buglione d’Agnello is a lamb stew, Tortelli di Ricotta di Pecora , pasta stuffed with ricotta made with sheep milk, seasoned with sugar and cinnamon, Chick peas suop with noodles, Tozzetti, small biscuits made with nuts and candied fruit and Struffoli. Among those the  Sfratto, eviction in Italian, is the most known pastry of Pitigliano. It is long shaped and made with honey, dried fruit, walnuts, orange peel and nutmeg. It resembles  the stick that was used by landlords to bang on Jewish houses, evicting them into the new ghetto in 1622. A hundred years later some Jewish bakers came up with a  stick-shaped pastry still sold in local bakeries 

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