Il Frontone di Talamone

Le fondamenta del Tempio di Talamonaccio

Le fondamenta del Tempio di Talamonaccio. http://www.canino.info

È stato esposto nei più importanti musei nazionali ed internazionali, ha girato il mondo ed attualmente si trova in Cile, dove è il protagonista della mostra “Dei ed Eroi dell’antichità” ma il suo cuore è tutto toscano, anzi…Maremmano! Di cosa stiamo parlando? Ma del Frontone di Talamone!

Di eccezionale bellezza e rarità, il Frontone di Talamone è uno dei pochissimi esempi di frontoni in terracotta risalente al 150 a.C., epoca etrusco-ellenistica. A renderlo un pezzo unico nel panorama di analoghe creazioni nell’intera Etruria sono alcune caratteristiche peculiari tra le quali l’accortezza che gli scultori hanno avuto di creare le figure inclinate in avanti, in modo che dal basso si potesse avere una visione migliore e la ricchezza dei personaggi e dalla complessità del “racconto” scultoreo.

Il Frontone di Talamone è stato rinvenuto sul Colle di Talamonaccio, nella baia di Talamone, alla fine dell’Ottocento, durante i lavori per la costruzione di un fortilizio per la sicurezza militare costiera. Dopo le campagne di scavo ed il restauro, il Frontone è stato esposto a Firenze, nella sala del Museo Topografico dell’Etruria, fino all’alluvione del 1966; dopodiché ha viaggiato per moltissime mostre itineranti, ma la sua collocazione definitiva è nella Caserma di Umberto I ad Orbetello, dove vi tornerà al termine della trasferta sudamericana.

Ricostruzione del Tempio di Talamonaccio. www.parcodeglietruschi.it

Ricostruzione del Tempio di Talamonaccio. http://www.parcodeglietruschi.it

Il frontone era parte della decorazione fittile dell’edificio sacro collocato sul la pendice sud-est del Colle di Talamonaccio, con la fronte rivolta verso il mare, costituiva un punto di riferimento per le navi provenienti da sud, mentre il monumento non era visibile dalla baia sottostante. Il tempio, di tipo etrusco-italico, è stato costruito intorno al IV secolo a.C. e distrutto nel I d.C. da un incendio, probabilmente a causa delle ripercussioni scaturite dalla guerra civile tra Mario e Silla.

Particolare del frontone: Edipo tra Eteocle e Polinice morenti. Foto Nautilus Snc

Particolare del frontone: Edipo tra Eteocle e Polinice morenti. Foto Nautilus Snc

Nel Frontone di Talamone è rappresentato un  momento del mito dei Sette contro Tebe, più volte trattato nella drammaturgia greca da Eschilo, Sofocle ed Euripede. La tragedia familiare è rappresentata nel nell’attimo del suo fatale compimento. Secondo il mito, Edipo uccide inconsapevolmente suo padre Laio e, dopo aver risolto l’enigma della Sfinge, ottiene in moglie la Regina di Tebe, sua madre Giocasta. Dalle nozze nascono Eteocle e Polinice. Venuto a conoscenza della realtà dei fatti e sentendosi in colpa per i suoi grandi crimini, Edipo si toglie la vista e maledice i figli che lo maltrattano, predicendo loro lotte e sangue per ottenere il potere e il dominio su Tebe. I figli di Edipo, per evitare la funesta profezia paterna, si accordano pacificamente e decidono di regnare su Tebe ad anni alterni. Mentre Eteocle inizia a gestire il potere della città, Polinice si ritira ad Argo, dove sposa la figlia del re Adrasto. Trascorso il primo anno di regno però, Eteocle si rifiuta di cedere il posto al fratello, il quale, con l’aiuto del suocero Adrasto ed altri cinque eroi, decide di armarsi contro Tebe. È questo il momento della Tragedia di Edipo rappresentato nel frontone: Edipo, ormai cieco, in ginocchio con le braccia alzate compare al centro della composizione, fra i figli morenti l’uno per mano dell’altro. La maledizione che pesa su Edipo e sulla sua famiglia si avvera tragicamente, mentre anche gli altri eroi vedono compiersi il loro destino, cadendo in battaglia.

La ricostruzione completa del Frontone di Talamone

La ricostruzione completa del Frontone di Talamone

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