Paesi, mestieri e oggetti…ma quanto siamo cambiati!

Antichi mestieri e oggetti di un tempo Maremma

Vecchi oggetti fanno mostra di sé in un mercatino.

Se penso a com’é cambiato il mondo intorno a noi nel giro di qualche decennio, mi viene da pensare ai nostri vecchi come a dei veri eroi. I nostri paesi, nati e cresciuti aggrappati alle colline per paura della malaria che infestava la pianura per gran parte dell’anno, erano molto diversi.

Non c’è più traccia dei lavatoi pubblici, soppiantati dalle lavatrici e dai giornali di gossip, non esistono più i seccatoi, riparo notturno dei mestieranti girovaghi come gli spazzacamino o i cantastorie, e neanche  le stalle per gli animali da cortile nel pian terreno delle case, un po’ riscaldamento e un po’ toilette o  i forni pubblici, frequentati assiduamente dalle massaie.

Ci sono anche mestieri incredibilmente cambiati: la sarta, ad esempio, un tempo neanche tanto lontano, si spostava nei poderi o nelle frazioni più isolate e restava per giorni a riadattare i vestiti o, nelle occasioni speciali, a farne di nuovi oppure la levatrice, generalmente una donna di mezza età con molti parti alle spalle, che metteva a disposizione di tutti la maturata esperienza personale. Spesso, per necessità economiche, si trovavano riunite nella stessa persona e nello stesso negozio, mestieri anche molto lontani tra loro, come il parrucchiere-falegname, o lo stagnino-calzolaio, mestieri che oggi continuano a vivere singolarmente. Alcuni mestieri sono diventati vere e proprie eccezioni e raramente ci si imbatte in un mulino, mentre altri sono del tutto scomparsi, uccisi dalle regole moderne, per cui non esistono più le latterie. Altre figure professionali non esistono proprio più, ad esempio la balia, puerpera con abbondanza di latte che si curava dei neonati di chi non ne aveva.

Museo della Civiltà rurale di Rocca di Montemassi

Museo della Civiltà rurale di Rocca di Montemassi http://www.roccadimontemassi.it

Ci sono oggetti di uso comune a quei tempi la cui funzione è per noi sconosciuta, perlomeno a prima vista: lo staio, l’unità di misura per le granaglie, il frate (o prete), un sistema per scaldare il letto, il cucchiaino da viaggio per le medicine, lo spegnimoccoli, i ferri per i cialdoni, la stadera, il fuso e l’arcolaio, visto forse nelle fiabe illustrate, e mille altre cose ancora.

frate maremma

Il frate (o prete)

Quando davanti a certi oggetti provo stupore, mi torna in mente una mia vecchia zia che vedendo per la prima volta un piatto di polpo lesso, esclamò, riferendosi alle ventose:

“Sarà anche bona, ma sta bestiola co tutti ‘sti piedini, te l’hai a magnà te!!”.

Scoppiammo tutti a ridere ma, a ben pensare, la reazione é comprensibile perché lo spazio che separava la zia dal polpo è esattamente quello che intercorre tra la maggior parte di noi e quegli oggetti da museo etnografico.

stadera maremma

La stadera

Annunci

Un pensiero su “Paesi, mestieri e oggetti…ma quanto siamo cambiati!

  1. Pingback: Una giornata in Maremma, qualche anno fa | Turismo in Maremma

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...